E siamo a 2.
Per la II volta, Veltroni si dimette da segretario, prima del PdS,ora del PD.
Si è stufato, si è stufato di fare l'"utile idiota" un Caronte che doveva traghettare il carrozzone di coloro che ne vogliono lo scalpo fino a dopo le europee. Doveva andare a perdere la sua ennesima elezione, nemmeno che la tornata dello scorso fine settimana fosse stata un raffreddore, invece che una catastrofe, annunciata in Sardegna, meno con le primarie fiorentine, che hanno visto emergere come candidato a sindaco quel Matteo Renzi, giovanissimo presidente della Provincia, che è fuori dall'establishment, che è stato più forte di tutti i giochi di palazzo degli ultimi mesi.
Si è stufato, l'ex sindaco di Roma, di portare avanti un partito che non lo seguiva ormai da un pezzo, diviso in mille rivoli, proprio il suo partito che avrebbe voluto spericolato e senza correnti (intervista al Il foglio del 17/12/07 n.r.d.).
Ma con questa mossa ha un po' spiazzato tutti i candidati. I nomi si conoscono, li sanno tutti.
Ora la segreteria del partito può decidere: per la reggenza di Franceschini fino a dopo l'estate e prepararsi all'ennesima batosta, fare le primarie (che sarebbe la strada più logica) subito e vedere chi dei papabili alla segreteria avrà le palle di presentarsi per andar incontro ad una sconfitta probabile a Giugno, nel caso non si opti per queste due opzioni, riconfermare la fiducia a Walter (ma lui non si farà convincere), dare il partito in mano ad un vecchio senza nulla da perdere o sciogliere il PD, un fallimento come lo sono stati i precedenti calderoni della sinistra.
In tutto questo, Berlusconi può sì gongolare (anche ieri ha detto "Sono 15 anni che sono in politica e mi sono confrontato con sette leader diversi, che sono andati a casa. Arriverà l'ottavo e credo non vorrà tradire la regola della sinistra") ma anche affrontare i problemi interni al suo schieramento, trovare il suo successore, risolvere i problemi delle alleanze (Mastella è impresentabile) e il suo rapporto con Fini, oltre governare (con meno decreti ma più fati) l'Italia in questa difficile situazione internazionale.