Da il Foglio online di oggi. David Cameron, leader dei conservatori inglesi, racconta del figlio morto due giorni fa.
Londra. “Sai benissimo che bambini come Ivan non arrivano mai a diventare vecchi. Vivi alla giornata. Ma lui non vuole arrendersi. Questa personcina desidera semplicemente andare avanti”. Lo raccontava il leader dei conservatori britannici, David Cameron, al Daily Telegraph. Suo figlio Ivan – affetto da una paresi cerebrale combinata con una sindrome rara, quella di Ohtahra, che causa gravissimi attacchi epilettici – è morto ieri all’età di sei anni. Cameron e sua moglie Samantha (“Sam Cam” per i tabloid) avevano scoperto la malattia del figlio un paio di settimane dopo la sua nascita, quando era ormai chiaro che il bambino era gravemente malato. Dopo tanti controlli e altrettanti turni di veglia al Queen Mary Hospital di Londra, i medici li convocarono in una di quelle stanzette da ospedale in cui nei film si svolgono scene come questa, li fecero sedere e misero nelle loro mani una scatola di Kleenex. “Non capisci quello che ti stanno dicendo – ammise Cameron – Credo che sostituire parole come ‘handicap’ con ‘disabilità’ sia in generale una cosa buona, ma è terribile quando cerchi di capire che cosa significhi per tuo figlio. Ricordo di aver detto: ‘Vuole dirci che non correrà i cento metri o che non potrà camminare?’”. Tornando in auto dall’ospedale, aveva raccontato Cameron, e sbirciando Ivan dallo specchietto retrovisore, decisero che avrebbero superato tutto. “E’ lo choc più terribile – raccontò al Guardian – perché c’è tutto lo stupore legato alla nascita di un bambino, tutto è così eccitante, e improvvisamente questa notizia ti investe come un treno merci. Ero terribilmente abbattuto, e lo sono ancora. Ma si supera, perché lui è meraviglioso. Impari ad adattarti”. continua...