Ci sono giornalisti che, al culmine della notorietà, si sentono nel diritto-dovere di poter dire quel che gli pare.
Possono scrivere qualsiasi cosa e nessun editore si metterà mai contro di loro. Brandendo la libertà di stampa e il loro grande background culturale nonchè la loro carriera come se fossero scudi e mazze nello stesso tempo, enunciano tutto ed il suo contrario.
Ora,Giorgio Bocca su l'Espresso scrive un interessante articolo, "I faziosi di Eluana", nel quale parla della Chiesa e dei credenti come di coloro che "cultori della vita a ogni costo in obbedienza a Dio non si accorgono di volersi sostituire a Dio".
La perla finale è la stoccata al Cottolengo, dove vengono tenuti "in vita esseri mostruosi e deformi".
Dopotutto, cosa ci si poteva aspettare in uno che, in gioventù (a 20 anni, poco prima di diventare partigiano nrd) aderiva al Manifesto della Razza e scriveva contro gli ebrei, che avrebbero avuto un piano per conquistare il mondo, così come scritto in quella bufala che sono i protocolli dei Savi di Sion?
Del resto, l'articolo "I faziosi di Eluana" il nostro l'ha scritto su un giornale fondato da un uomo con la barba bianca che scriveva nel 42 su Roma Fascista: “Gli imperi moderni quali siamo noi, li concepiamo e sono basati sul cardine “Razza“, escludendo pertanto l’estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti”.