E' nato il Popolo delle Libertà, 15 anni dopo la nascita di Forza Italia.
In questi giorni, sul Corriere e sul Riformista, è nato un dibattito sulla portata storica della discesa in campo di Berlusconi. Si può pensare ciò che si vuole, ma il Silvio ha cambiato il modo di far politica e si è imposto nel panorama politico italiano, rivoltato come un calzino da Antonio di Pietro e dal pool di mani pulite.
26 Gennaio 1994: a reti unificate Berlusconi pronuncia il discorso della "Discesa in campo" (anche chiamato "discorso della calza" perchè sembra che una calza di nylon fosse stata stesa sull'obiettivo della telecamera per rendere calda l' atmosfera, morbido lo sguardo, invisibili le rughe).
Io avevo sedici anni e quel discorso lo ascoltai in diretta. Si sapeva che stava nascendo il Partito-azienda del "Cavaliere Nero", si aspettava solo la dichiarazione ufficiale di colui che martedì 23 novembre 1993, inaugurando un centro commerciale a Casalecchio di Reno aveva detto (scatenando un putiferio) "Se abitassi a Roma, voterei per Fini. Il segretario del Msi rappresenta bene i valori del blocco moderato nei quali io credo: il libero mercato, la libera iniziativa, la libertà d’impresa. Insomma, il liberismo.....Se le forze moderate non si unissero, allora dovrei assumermi le mie responsabilità. Non potrei non intervenire direttamente. Non potrei lasciare andare l’Italia su una strada sbagliata senza far nulla. Sarei costretto a mettere in campo la fiducia che molta gente ha in me......Se nulla di nuovo avverrà, dovrò bere io questo amaro calice"