«Il sistema giudiziario iraniano non è basato sulle prove. I giudici possono condannare qualcuno sulla sola base della propria cosiddetta intuizione» ha dichiarato al Corriere della Sera Mahmood Amiry- Moghaddam, un medico iraniano che vive a Oslo, portavoce della rete di attivisti Iran Human Rights.
Per fortuna non si tratta del sistema giudiziario, ma di un semplice reality, "l'avvocato del Diavolo", una trasmissione con un noto avvocato. Una giuria popolare di cinque componenti giudica le personalità del nostro tempo.
I verdetti? abbastanza sconcertanti: il pluriricercato terrorista Osama Bin Laden è stato ritenuto innocente in merito agli attacchi dell'11 settembre. E questo lo stabilirebbe anche una qualsiasi corte islamica.
Ancora meglio, il processo a Benedetto XVI. Tre i capi d'accusa: «la responsabilità del Papa di milioni di morti per Aids», in seguito alle sue recenti frasi sull'uso del preservativo durante il viaggio in Africa a marzo; la «legittimazione dell'antisemitismo», per aver indugiato nel prendere subito le distanze da Richard Williamson, il vescovo lefebvriano che nega l'Olocausto e le camere a gas oltre all'accusa a Ratzinger di avere una «posizione discriminatoria nei confronti delle donne e degli omosessuali».
La giuria, all'unanimità, ha ritenuto Benedetto XVI colpevole. Assoluzione per il terzo capo d'imputazione («il Papa non era a conoscenza dei sentimenti di Williamson») e per la Seconda guerra mondiale, in quanto «in quel periodo Ratzinger era solo un bambino».
E l'Olanda, patria dell'eutanasia e dell'eugenetica, mi fa sempre più paura.