Ma Dario Franceschini è stato la scelta giusta per il PD?
Me lo chiedo di fronte all'ennesimo autogol di una lunga serie.
Aveva chiesto a Berlusconi di scendere in piazza il 25 Aprile a mo' di sfida, puntando sul fatto che alle manifestazioni ufficiali, tutte organizzate da gente di sinistra - si sa, la Liberazione è cosa loro - non ci sarebbe mai andato.
Invece, il terremoto all'Aquila, che di solito è un boomerang per chi amministra, è stato la rampa per un rilancio del governo.
La protezione civile è intervenuta con tempestività; l'opposizione ha tentato di metter un po' di dubbi tramite i suoi organi di stampa ufficiali (Santoro) ma senza cavarne un ragno dal buco.
Berlusconi, dal canto suo, dimostra una freschezza che non ti aspetteresti da un uomo che potrebbe esser tuo nonno: come con la spazzatura a Napoli, tutti i giorni va a vedere gli sviluppi della situazione in Abruzzo, stringe mani, conforta le vittime, dirige i lavori di ricostruzione. Sposta il vertice G8 della Maddalena (dove i lavori in preparazione del meeting erano molto indietro e si rischiava un flop clamoroso) all'Aquila, non va alle manifestazioni ufficiali del 25 Aprile, ma in pratica se ne crea una sua ad Onna, dove pronuncia un discorso più da presidente della Repubblica che non da capo del Governo.
Franceschini, dal canto suo, ondeggia da posizioni più a sinistra di Ferrero ad altre da leader moderato sprovveduto. Quelle poche volte che si muove da capo di una opposizione responsabile è in pratica lo sceneggiatore di spot pro-governo.
Si attendono i risultati delle europee di giugno per capire di che portata sarà la debacle delle truppe democratiche.