L'ha detto.
Siamo arrivati alla resa dei conti.
Il solito Franceschini, quello che ha preso il posto di Walter Supertramp, ora può tremare. Ha tirato molto a corda sul referendum, lanciato strali per la data, che se spostata rispetto alle elezioni europee avrebbe causato il flop della consultazione, ha convinto la direzione del partito al sì, ha incoronato un redivivo Mariotto Segni a paladino della democrazia.
Ora, la dichiarazione di Berlusconi sul referendum.
Alla domanda: cosa voterà? non ha risposto: punto all'astensione, voterò no perchè ho paura della Lega, ma ha detto la cosa più ovvia.
Riformulo la domanda: come voterà ad un referendum che darebbe al partito di maggioranza (PDL) il 54% dei seggi, dando la possibilità di creare un blocco stabile al potere, far passare tutte le leggi, votare presidente della Repubblica e finanche le riforme costituzionali senza accordo con nessuno: «La risposta è ovvia... Non sono masochista...Il referendum dà il premio di maggioranza al partito più forte. Vi sembra che io possa votare no? Va bene tutto, ma non si può pensare di essere masochisti».
In bocca al lupo a Franceschini.