C'è qualcosa che non torna in tutta la polemica di questi giorni sui cori e gli insulti a Balotelli.
Una premessa: sono Juventino, anche abbastanza anti-interista (come si può vedere dai gruppi a cui sono iscritto su facebook); non sopporto il suo presidente, il suo allenatore mi sta simpatico, ma la spicchia sua e del suo principale sono odiose e anche ieri sera, quando la squadra del più grande allenatore (lo SpecialOne) di tutti i tempi ha perso 2-0 contro una squadra in cui mancavano due giocatori come Messi e Ibra... un po' ne ho goduto.
Detto questo, da più parti, come risarcimento al "buon" Mario, si chiede che Lippi lo porti ai mondiali. Meriti calcistici? No, solo per esser nero.
Pensateci bene: da un certo punto di vista, non è anche questa una forma di razzismo?
Inoltre: meglio portare in Sud Africa un simbolo, o vincere i modiali potendo utilizzare i migliori giocatori sulla piazza? Dalle questioni di principio ci siamo già passati. Era il 2006, in piena Calciopoli quando si chiedeva che allenatore, terzino destro, portiere, ala destra e capitano della squadra che poi ha vinto la finale contro la Francia rimanessero a casa.
Se Balotelli se lo meriterà, Lippi sicuramente gli troverà un posto, così come ha già fatto con un suo coetaneo, Santon. Ma se non cambia testa (leggasi: meno incazzoso) e non diventa più continuo nelle sue prestazioni, si accontenti dell'under 21, sempre che Casiraghi (o chi per lui) lo ritenga convocabile.