"Nella città vivono – o sopravvivono – persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. "
Queste parole sono di Benedetto XVI, pronunziate in occasione della festività dell'Immacolata. Subito prima, il Papa aveva detto: "Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono."
Oggi, dopo l'aggressione a Berlusconi, queste parole hanno quasi un tono profetico: parlano del clima che si è venuto a creare nella nostra politica, questione ripresa senza tanti giri di parole da un non berlusconiano, ma uomo di grande intelligenza quale Polito con un editoriale sul suo Riformista.
Parlano anche dell'"attentatore", Tartaglia, una "persona invisibile" di quelle che "ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi" . Come spiega in una lettera pubbilcata su Il sussidiario.net la madre di un ragazzo con problemi psichici, la vilenza non nasce tanto dal disturbo che hanno, ma dalla solitudine.
In ultimo, invito a leggere il comunicato di Comunione e Liberazione sull'attentato a Berlusconi.