"Scienza e fede non possono andare insieme, perché la fede presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di legenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti" . Questo dice Umberto Veronesi su Sky Tg24.
Una prima risposta, più all'uomo che allo scienziato, la danno le parole del Papa, scritte quando era ancora Cardinale in un discorso del 96: "La fede ha ancora in assoluto una sua possibilità di successo? … perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito. Nessuna delle risposte che si sono cercate è sufficiente; solo il Dio che si è reso finito per lacerare la nostra finitezza e condurla nell’ampiezza della sua infinità, è in grado di venire incontro alle domande del nostro essere . Perciò anche oggi la fede cristiana tornerà a trovare l’uomo."
Entra ancor più nel merito su il sussidiario.net un collega (non del Veronesi politico, ma del Veronesi scienziato) Marco Bersanelli, docente di Astronomia e Astrofisica presso l’Università Statale di Milano. Per capire un po' di più chi stiamo parlando, tra le altre cose è a capo della progettazione e sviluppo del Low Frequency Instrument utilizzato dal satellite Planck Surveyor.