La mirabolante inchiesta che fece conoscere ai più il giovane e bello magistrato De Magistris, denominata "Why not", è finita come ci si aspettava: poco più di un buco nell'acqua (e lo sarà ancora di più dopo l'appello: alcune motivazioni degli arresti sono "fantasiose").
C'erano tutte le premesse perchè ciò accadesse: logge massoniche politici fino ad arrivare al presidente del Consiglio allora in carica, imprenditori, anche qui una cricca, che questa volta controllava finanziamenti europei.
Di questa inchiesta, oltre la spesa di 5 milioni di euro, ci rimane un eurdeputato: lo stesso De Magistris che ha saputo sfruttare la popolarità acquisita, candidato nell'Italia dei Valori. Ieri, mediante il suo organo ufficiale di stampa, Il Fatto, l'Onorevole ha rilasciato una piagnucolosa intervista per difendere il suo operato.
A conti fatti, è lui l'unico ad averci guadagnato: popolarità e scranno a Bruxelles. Niente male, no?