Durante la presentazione presso il Quirinale dei nuovi magistrati, Giorgio Napolitano ha richiamato le giovani toghe ad essere equilibrate: «Occorre adoperarsi per recuperare l'apprezzamento e il sostegno dei cittadini. E a tal fine la magistratura non può sottrarsi ad una seria riflessione critica su se stessa, ma deve proporsi le necessarie autocorrezioni, rifuggendo da visioni autoreferenziali»
Oltre all'ANM, a Napolitano risponde il solito Travaglio, sempre pronto a vigilare sui "soprusi" perpetrati contro i magistrati: i magistrati sono le guardie, i politici i ladri, se i le guardie non fanno la guardia, come fanno a trovare i ladri? Certo, il ragionamento parte dalla concezione travagliesca che i politici siano ladri a prescindere e che il marcio ci sia per forza. Non prende in considerazione che politica (potere esecutivo e legislativo) e magistratura (potere giudiziario) dovrebbero camminare insieme, senza scontrarsi, che in Italia succede che i PM si lancino in inchieste monstre che non portano ad alcun risultato, se non molto risalto sulla Stampa. Prendiamo l'inchiesta sui Savoia, l'inchiesta Why not, sono solo servite a far diventare famosi i pubblici ministeri che le hanno istruite, per poi chiudersi con buchi nell'acqua.
Altra domanda: ma Travaglio è capo ufficio stampa dell'ANM, o lo fa come lavoro volontario?