Finita un’era?
Pare proprio di sì.
Dopo 16 anni sembra sia venuto il momento di archiviare il berlusconismo.
Il re dei sondaggi questa volta ha toppato, sbagliando la campagna elettorale, le frasi e gli atteggiamenti. Con lui, ha toppato anche Letizia Moratti, che si è fatta prendere la mano, chissà, forse nel disperato tentativo di ricentrare l’ago della bilancia.
Ma non c’è solo Milano.
Premetto, non ho mai creduto in una vittoria del centro-destra a Torino o Bologna, troppo organizzato il PD, troppo inquadrati i propri militanti per farsi sorprendere. Il giochino è riuscito giusto una volta a Guazzaloca a Bologna.
Ci sono i feudi della Lega come Gallarate, che si sono sciolti al sole, ma non solo.
Il ballottaggio a Napoli si delinea come una mezza sconfitta: il PD ha fatto di tutto in questi anni per preparare una debacle storica eppure Lettieri non ha sfondato. La gente ha preferito votare in massa un ex magistrato che si è occupato di cause sensazionali quanto fallimentari, segno che anche lì il PDL non ha avuto grande appeal.
Cosa può succedere ai ballottaggi?
Solitamente, accade poco o niente, si vanno a normalizzare i risultati del primo turno.
A livello Paese, a mio parere, questa non è la vittoria del PD.
Certo, al solito, si è dimostrato un partito ben organizzato e con basi solide sul territorio, ma a Milano, ad esempio, hanno appoggiato un candidato vendoliano, a Napoli sono fuori dal ballottaggio per non aver sostenuto il candidato IDV.
A Milano si è trattato di un referendum contro Berlusconi, non a favore del partito di Bersani: siamo sicuri che in caso di elezioni nazionali il centro-destra ne uscirebbe sconfitto?
Una cosa è certa: il governo, se non vuole morire per eutanasia, deve finalmente invertire la rotta e mettere in campo le vere riforme che interessano al Paese. Sugli scandali si può chiudere un occhio, anche tutti e due, ma solo se a controbilanciare questi peccatucci c’è una azione di governo forte.