Mi sono rotto.
Mi sono rotto di sentir dire che il mio voto è pericoloso.
Fino a qualche giorno fa il mio voto era relativamente pericoloso in quanto avrei potuto decidere di dare la mia preferenza ad uno di quei partiti che non hanno l'approvazione di Repubblica e Corriere che in Italia fanno opinione e da oggi anche i governi.
Da qualche giorno il mio voto è pericoloso in assoluto perchè porterebbe al default dell'Italia.
La democrazia è una brutta bestia. La libertà di voto, un pericolo per la Repubblica.
Così da domani avremo un governo tecnico, per la gioia dei mercati e dell'Eurogruppo.
Cosa farà questo governo?
Non lo sappiamo, nessuno l'ha eletto, non ha presentato un programma su cui c'è condivisione.
La maggior parte dei gruppi parlamentari ha dato un mandato in bianco all'uomo della Provvidenza.
Un ex commissario della UE per un'Italia commissariata da mercati, Unione Europea e da Giorgio Napolitano.
Già, il presidente.
Nessuno può mettere in forse le sue prerogative mentre lui può nominare un presidente del consiglio in pectore mentre ancora c'è in sella un governo democraticamente eletto dai cittadini.
A questo non c'era ancora arrivato nemmeno Scalfaro con i goveni del Presidente.
Cosa potrà fare questo Governo non eletto dai cittadini e che dovrà cercare la fiducia su ogni provvedimento, mediando tra i vari gruppi parlamentari che oggi si dimostrano entusiasti?
Le riforme? Ma quelle non son riuscite nemmeno a governi con una maggioranza forte.
L'unica cosa che potrà fare sono misure tampone, che ne so, reintrodurre l'ICI, fare una bella patrimoniale, prelievi forzosi, fare un pasticccio di lege sulla riforma delle pensioni come nel '94 con il Governo Dini, un provvedimento che poi è stato visto e rivisto venti volte negli ultimi 17 anni.
All'Italia serve sì diminuire gli interessi sul debito, ma soprattutto servono riforme strutturali che abbattano la spesa pubblica, migliorino e rendano più semplice l'ingresso nel mercato del lavoro, abbattano la pressione fiscale.
Tutte cose che questo governo di luminari non potrà riuscire a fare.
I partiti non hanno avuto il coraggio di affrontarsi su programmi ed alleanze, hanno preferito dare una delega in bianco che da una parte li rende irresponsabili delle scelte dell'esecutivo (meglio ancora se completamente tecnico), dall'altro da loro il tempo di ritardare le battaglie inerne per la leadership che inevitabilemente ci saranno e di riorganizzarsi.
Intanto, noi abbiamo il nostro bel governo tecnico.
Ultima domanda: ma se quando c'è bisogno di prendere scelte importanti - è successo varie volte negli ultimi 20 anni - c'è bisogno di un commissariamento della politica, a che serve la politica?