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    <title>Politica </title>
    <description>Politica come strumento di uno Stato che sia veramente laico, cioè al servizio della vita sociale.</description>
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    <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 01:37:58 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Supponiamo</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Supponiamo che il presidente del Consiglio del Paese A vada a presentare al premier ed al capo di stato del Paese B e C una serie di riforme - poi definite dai due "impressionanti" che riguardino il suo Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Supponiamo anche detto Presidente del Consiglio al Parlamento che gli ha votato la fiducia a larga maggioranza non abbia ancora presentato detto piano di riforme, ma solo un breve discorso in cui ha accennato alcune cose che poi sono state in seguito meglio spiegate dal più importante giornale nazionale che sembra essere il vero organo di informazione del Governo.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ora, va bene che la nostra costituzione, art. 11 consente limitazioni di sovranità "necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni", ma Mario Monti (niente supposizioni ma solo realtà) non mi risulta ancora essere il proconsole in Italia di Francia e Germania.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ultima cosa: per chi non se ne fosse accorto, a due settimane dalle dimissioni del governo Berlusconi lo spread non accenna a scendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 25 Nov 2011 13:28:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>A che serve la politica?</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Mi sono rotto.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Mi sono rotto di sentir dire che il mio voto è pericoloso.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Fino a qualche giorno fa il mio voto era relativamente pericoloso in quanto avrei potuto decidere di dare la mia preferenza ad uno di quei partiti che non hanno l'approvazione di Repubblica e Corriere che in Italia fanno opinione e da oggi anche i governi.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Da qualche giorno il mio voto è pericoloso in assoluto perchè porterebbe al default dell'Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;La democrazia è una brutta bestia. La libertà di voto, un pericolo per la Repubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Così da domani avremo un governo tecnico, per la gioia dei mercati e dell'Eurogruppo.&lt;br /&gt;
Cosa farà questo governo?&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Non lo sappiamo, nessuno l'ha eletto, non ha presentato un programma su cui c'è condivisione. &lt;br /&gt;
La maggior parte dei gruppi parlamentari ha dato un mandato in bianco all'uomo della Provvidenza.&lt;br /&gt;
Un ex commissario della UE per un'Italia commissariata da mercati, Unione Europea e da Giorgio Napolitano.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Già, il presidente. &lt;br /&gt;
Nessuno può mettere in forse le sue prerogative mentre lui può nominare un presidente del consiglio in pectore mentre ancora c'è in sella un governo democraticamente eletto dai cittadini. &lt;br /&gt;
A questo non c'era ancora arrivato nemmeno Scalfaro con i goveni del Presidente.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Cosa potrà fare questo Governo non eletto dai cittadini e che dovrà cercare la fiducia su ogni provvedimento, mediando tra i vari gruppi parlamentari che oggi si dimostrano entusiasti?&lt;br /&gt;
Le riforme? Ma quelle non son riuscite nemmeno a governi con una maggioranza forte.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;L'unica cosa che potrà fare sono misure tampone, che ne so, reintrodurre l'ICI, fare una bella patrimoniale, prelievi forzosi, fare un pasticccio di lege sulla riforma delle pensioni come nel '94 con il Governo Dini, un provvedimento che poi è stato visto e rivisto venti volte negli ultimi 17 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;All'Italia serve sì diminuire gli interessi sul debito, ma soprattutto servono riforme strutturali che abbattano la spesa pubblica, migliorino e rendano più semplice l'ingresso nel mercato del lavoro, abbattano la pressione fiscale.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Tutte cose che questo governo di luminari non potrà riuscire a fare.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;I partiti non hanno avuto il coraggio di affrontarsi su programmi ed alleanze, hanno preferito dare una delega in bianco che da una  parte li rende irresponsabili delle scelte dell'esecutivo (meglio ancora se completamente tecnico), dall'altro da loro il tempo di ritardare le battaglie inerne per la leadership che inevitabilemente ci saranno e di riorganizzarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Intanto, noi abbiamo il nostro bel governo tecnico.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ultima domanda: ma se quando c'è bisogno di prendere scelte importanti - è successo varie volte negli ultimi 20 anni - c'è bisogno di un commissariamento della politica, a che serve la politica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 13 Nov 2011 19:35:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il Champion della Champions</title>
      <description>&lt;p&gt;"Il Comune di Napoli sostiene la mobilitazione promossa dall'associazione 'Tutti a scuola' che domani, in piazza Montecitorio, organizzera' un sit-in di protesta contro la diminuzione del numero degli insegnanti di sostegno, il taglio alle ore di supporto e l'aumento delle classi sovraffollate". Lo dichiara in una nota il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo che lui alla manifestazione non ci sarà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va a Manchester a &lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2011/13-settembre-2011/champions-de-magistris-va-manchesteril-pdl-ha-dribblato-consiglio-comunale-1901528100620.shtml" target="_blank"&gt;vedere il Napoli in Champions&lt;/a&gt;. Ovviamente, ufficialmente il sindaco è in Inghilterra in quanto impegnato in alcuni incontri istituzionali importanti.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 14 Sep 2011 10:28:39 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tutto scorre</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Finita un’era?&lt;br /&gt;
Pare proprio di sì.&lt;br /&gt;
Dopo 16 anni sembra sia venuto il momento di archiviare il berlusconismo.&lt;br /&gt;
Il re dei sondaggi questa volta ha toppato, sbagliando la campagna elettorale, le frasi e gli atteggiamenti. Con lui, ha toppato anche Letizia Moratti, che si è fatta prendere la mano, chissà, forse nel disperato tentativo di ricentrare l’ago della bilancia.&lt;br /&gt;
Ma non c’è solo Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Premetto, non ho mai creduto in una vittoria del centro-destra a Torino o Bologna, troppo organizzato il PD, troppo inquadrati i propri militanti per farsi sorprendere. Il giochino è riuscito giusto una volta a Guazzaloca a Bologna. &lt;br /&gt;
Ci sono i feudi della Lega come Gallarate, che si sono sciolti al sole, ma non solo.&lt;br /&gt;
Il ballottaggio a Napoli si delinea come una mezza sconfitta: il PD ha fatto di tutto in questi anni per preparare una debacle storica eppure Lettieri non ha sfondato. La gente ha preferito votare in massa un ex magistrato che si è occupato di cause sensazionali quanto fallimentari, segno che anche lì il PDL non ha avuto grande appeal.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Cosa può succedere ai ballottaggi? &lt;br /&gt;
Solitamente, accade poco o niente, si vanno a normalizzare i risultati del primo turno.&lt;br /&gt;
A livello Paese, a mio parere, questa non è la vittoria del PD.&lt;br /&gt;
Certo, al solito, si è dimostrato un partito ben organizzato e con basi solide sul territorio, ma a Milano, ad esempio, hanno appoggiato un candidato vendoliano, a Napoli sono fuori dal ballottaggio per non aver sostenuto il candidato IDV. &lt;br /&gt;
A Milano si è trattato di un referendum contro Berlusconi, non a favore del partito di Bersani: siamo sicuri che in caso di elezioni nazionali il centro-destra ne uscirebbe sconfitto?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una cosa è certa: il governo, se non vuole morire per eutanasia, deve finalmente invertire la rotta e mettere in campo le vere riforme che interessano al Paese. Sugli scandali si può chiudere un occhio, anche tutti e due, ma solo se a controbilanciare questi peccatucci c’è una azione di governo forte.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 18 May 2011 09:21:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>I nodi vengono prima o poi al pettine</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Chi pensava che il maggiore flop del "brillante" magistrato Luigi de Magistris fosse stata l'inchiesta "Why not?" che, ricordiamo, ha avuto un ruolo decisivo nella caduta del II governo Prodi, non ha letto nulla su "toghe lucane", altro mirabolante capolavoro del Nostro. Se il primo processo si è concluso con un paio di condanne ridicole, il secondo non c'è nemmeno stato: archiviate le posizioni di tutti i gli indagati.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Per chi vuol leggere qualcosa, consiglio di non consultare "il Fatto Quotidiano": Visto che la maggior parte delle accuse derivavano da articoli di Travaglio, il giornale ha pensato bene di non dire una parola sull'argomento. &lt;br /&gt;
Uscirà tra qualche giorno con un articolo sulla P5 o P6 (non so più a quale siamo arrivati), la nuova cricca che in Basilicata avrebbe  insabbiato questa importante inchiesta, argomentando che il GIP è lontano parente di uno che è stato visto un giorno al bar con un altro che era stato un giorno in treno con un faccendiere farabutto e colluso con la mafia. Una indagine perfetta per Woodcok.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Consiglio di leggere &lt;a target="_blank" href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=YDZYS"&gt;Il Riformista&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Questo potrebbe esser un brutto colpo per colui che, sulle inchieste sensazionali, sta costruendo la sua carriera politica. Prossima tappa, la candidatura a sindaco di Napoli.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Mar 2011 12:57:04 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La guerra non è sempre inevitabile. E' sempre una sconfitta per l'umanità</title>
      <description>&lt;div align="justify"&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"No alla guerra! La guerra non è mai una fatalità; essa è sempre una sconfitta dell´umanità. Il diritto internazionale, il dialogo leale, la solidarietà fra Stati, l´esercizio nobile della diplomazia, sono mezzi degni dell´uomo e delle Nazioni per risolvere i loro contenziosi. Dico questo pensando a coloro che ripongono ancora la loro fiducia nell´arma nucleare e ai troppi conflitti che tengono ancora in ostaggio nostri fratelli in umanità. ……La (sua) soluzione non potrà mai essere imposta ricorrendo al terrorismo o ai conflitti armati, ritenendo addirittura che vittorie militari possano essere la soluzione. …… Mai la guerra può essere considerata un mezzo come un altro, da utilizzare per regolare i contenziosi fra le nazioni. Come ricordano la Carta dell´Organizzazione delle Nazioni Unite e il Diritto internazionale, non si può far ricorso alla guerra, anche se si tratta di assicurare il bene comune, se non come estrema possibilità e nel rispetto di ben rigorose condizioni, nè vanno trascurate le conseguenze che essa comporta per le popolazioni civili durante e dopo le operazioni militari."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
Questo sopra è il discorso che Giovanni Paolo II fece al corpo diplomatico del 13 gennaio 2003.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche se ho tolto i riferimenti specifici, l'argomento era la futura guerra in Iraq ma il discorso mi sembra tornare benissimo anche per la situazione attuale in Libia come in altre parti del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ormai famosa risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU 1973 è stata utilizzata per una guerra neocolonialista.&lt;br /&gt;
Mi sembra che su questo molti commentatori siano concordi. L'intervento umanitario è stato solo un pretesto che ha utilizzato la Francia per attaccare. Sarkozy non ha perso un secondo per mandare gli aerei su Tripoli (e probabilmente, le armi ai ribelli). PS: Cosa penserà della vicenda la progressista Carlà a riguardo? nrd&lt;br /&gt;
Perchè? Per un duplice scopo: sottomettere la Libia all'influenza francese (Oltr'Alpe si difendono gli interessi delle aziende nazionali al contrario che da noi, vedi il caso Parmalat)  e spostare l'attenzione dell'opinione pubblica francese dai problemi parigini in vista delle elezioni presidenziali del 2012.&lt;/p&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Del resto, se per difendere la popolazione bombardi edifici delle città dove abita la stessa popolazione, i conti non tornano, non vi sembra? Lo dice chiaramente Monsignor Giovanni Innocenzio Martinelli, Vicario apostolico a Tripoli su &lt;a target="_blank" href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YF5D0"&gt;Il Foglio&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;L'Italia ha cambiato più volta parere su tutta la vicenda libica, e questo è un dato di fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'unico che ha tenuto dritta la barra è stato Bossi e anche questo la dice lunga sul perchè la Lega faccia proseliti: è l'unico partito del panorama parlamentare che sta in mezzo alla gente e non legge solo i sondaggi o Repubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si uscirà da questa crisi? Il rischio concreto è che, in ogni caso, tutti ne escano con le ossa rotte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ribelli in Libia non hanno forze per combattere contro Gheddafi. Il tentativo della coalizione di far diventare la guerra civile come uno scontro da film di Bud Spencer (dove tutti mollano le armi e combattono ad armi pari, nel caso dei film a mani nude e giù botte) è comunque irrealistico. Di fronte hanno un esercito organizzato, formato da effetivi e da contractors.&lt;br /&gt;
Mi vengono i brividi a pensare che qualche Stato possa armare i ribelli: il caso Afghanistan, dove gli americani si sono trovati ad essere offesi dalle stesse armi cedute ai Talebani 20 anni prima dovrebbe aver fatto scuola (ma su questo ho grandi dubbi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto, nè il Rais, nè i ribelli hanno alcuna intenzione di trovare un accordo. Il primo, sperando che lo sparigliamento del fronte dei "volenterosi" giochi a suo favore, i secondi, che prima o poi gli stessi volenterosi diano loro una sostanziosa mano per buttar giù il regime, cosa che avverrà presto se la Francia e la Grand Bretagna in primis non vorranno assistere al fallimento di Odissea all'Alba (e anche il nome della missione &lt;em&gt;Odyssey&lt;/em&gt; Dawn, non lascia ben sperare).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto questo casino, sarebbe il caso di essere realisti e proporre al Colonnelo una via di uscita: un negoziato  con i ribelli per una transizione democratica della Libia e il suo trasferimento (ben remunerato) in uno Stato amico, lontano da occhi indiscreti e in barba ai mandati di cattura internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi viene in mente una sola persona che potrebbe riuscire a convincerlo e ce l'abbiamo noi come presidente del Consiglio...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultima cosa, interessante l'articolo di Ritanna Armeni su &lt;a target="_blank" href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/367564/"&gt;Il Riformista&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Mar 2011 12:32:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il Futuro non promette nulla di buono</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Fli si sta sciogliendo.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Nemmeno è arrivata l'estate che già il partito del Presidente della Camera perde pezzi in maniera molto preoccupante.&lt;br /&gt;
Eppure, ci sarebbero tutte le condizioni per acquistare adepti invece che cederli: la debolezza del Governo, le riforme che non arrivano, i problemi del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;
Invece, dopo l'assemblea di questo fine settimana, che avrebbe dovuto decretare la nascita in pompa magna del partito, c'è un fuggi-fuggi generale. Anche CAsini ne prende le distanze. Al Senato, in pratica il gruppo parlamentare di FLI non esiste più. Alla Camera, ancora tiene ma non si sa per quanto.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;E Fini? Scarica su Berlusconi, colpevole di aver foraggiato i parlamentari in uscita.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;E se la colpa invece fosse sua?&lt;br /&gt;
Rispetto alla nascita, partito di destra fuori dal Governo, FLI si è sempre più spostato verso il PD, tanto che viene ipotizzata una possibile alleanza con le forze di sinistra in caso di elezioni.&lt;br /&gt;
Non si capisce bene perchè, a questo punto, uno dovrebbe votare un partito che ha come unico obiettivo buttar giù un Governo (con il quale era stato eletto): ne esistono già tanti e con qualche idea politica in più.&lt;br /&gt;
La presunta alleanza con UDC e Alleanza per l'Italia continua a rimanere sospesa, se esista o no non è dato saperlo.&lt;br /&gt;
Ma è soprattutto la deriva antiberlusconiana, sancita con la nomina del reggente Bocchino che non va giù a tanti parlamentari, cui tutto si può dire meno che essere di sinistra.&lt;br /&gt;
In ultimo, l'attaccamento alla poltrona del capo. Fini non ha nessuna voglia di dimettersi da presidente della Camera, posizione che gli consente di avere una forte cassa di risonanza nel Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Insomma, anche in questo caso, come sempre del resto quando si allontana da Berlusconi, l'attuale presidente della Camera rischia di prendere una sonora randellata.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Mentre il Governo, dato sempre come moribondo, tiene botta.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 18 Feb 2011 11:28:29 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il Paese delle carte bollate</title>
      <description>&lt;p align="justify" sono="" stufo.=""&gt;Sono stufo.&lt;br /&gt;
Sono stufo di abitare in un Paese dove tutto avviene per mezzo di carte bollate.&lt;/p&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Non c’è una scalata ad una società, quotata o no non importa, che non sia finita con accuse di aggiotaggio, false comunicazioni sociali o bancarotta fraudolenta e conseguente intervento della magistratura.&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Non vi è un governo (almeno dal 92, anche perché prima ero troppo piccolo per occuparmene), che non abbia in qualche modo dovuto far i conti con i giudici.&lt;br /&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; In 20 anni almeno 2 governi hanno pesantemente risentito dell’influneza della magistratura: il I Berlusconi, con tanto di avviso di garanzia recapitato durante il G8 a Napoli (figura di m… planetaria) e il Governo Prodi II.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Come se non bastasse, nemmeno il campionato di calcio è rimasto immune da questo controllo.&lt;br /&gt;
Più volte il PM Guariniello ha provato a mettere in carcere i dirigenti ella Juve con le accuse più diverse, dal doping sanitario a quello amministrativo, senza riuscirci.&lt;br /&gt;
Finchè il redivivo Francesco Saverio Borrelli non riesce ad istruire un processo-farsa per falsare i risultati sportivi, degli anni precedenti e di quelli immediatamente futuri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Il Pm italiano, almeno a vedere i più popolari, ama il potere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Gli piace la politica, ma non piace guardarla dalla propria poltrona, gli piace farla, prima dal suo ufficio in procura, poi dai banchi del parlamento, italiano o europeo poco importa. Ognuno di noi, se ci pensa un attimo, avrà in mente almeno 2-3 magistrati, meglio se inquirenti, scesi in politica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Lo scontro tra i poteri è continuo e, negli ultimi giorni, ha raggiunto risultati preoccupanti.&lt;br /&gt;
A parte Berlusconi, che avrebbe compiuto una lista di reati che comprende tutte le fattispecie criminose e delittuose conosciute dal codice, oggi si aggiunge alla lista Frattini, per la vicenda legata all’appartamento di Montecarlo di Fini, il membro laico del CSM Brigandì e la giornalista del Giornale Greco, questi ultimi per un articolo del Giornale che vedeva venire alla ribalta una accusa per atti osceni in luogo pubblico comminata ai danni della Boccassini, la PM che si sta occupando del caso Ruby.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E questa inchiesta giudiziaria ha risvolti molto preoccupanti, soprattutto nei riguardi della libertà di informazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;
Ma perché tutto questo?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; C’è una spiegazione?&lt;br /&gt;
Posso provare a dare accenno alla mia teoria: la mancanza della politica.&lt;br /&gt;
In Italia non si fa più politica. Si naviga a vista. L'unica lotta è per il proprio scranno.&lt;br /&gt;
Una banda di politicanti sulla sessantina scorrazza per il Parlamento e, al di là di quante volte e dei modi in cui sia stata in auge e sia finita nelle stalle, continua a rimanere lì, a decidere le sorti dei propri partiti, senza dare spazio a nessun ricambio.&lt;br /&gt;
E’ una vera e propria casta trasversale.&lt;br /&gt;
Con una differenza tra gli schieramenti: centro e destra, gli uomini di potere sono sempre gli stessi ossia, non cadono mai. Berlusconi, Fini, Casini e il “nuovo” Rutelli, sempre loro da Tangentopoli in poi. L’unica differenza è che questi la poltrona non l’hanno praticamente mai mollata. Al massimo, al sentore di perderla, hanno fondato un nuovo partito o sono passati ad un altro schieramento.&lt;br /&gt;
A sinistra, invece si interscambiano ad anni alterni, sempre pronti a risorgere all’occasione successiva con l’attestato di verginità politica in tasca.&lt;br /&gt;
Ora, la novità è quel Veltroni, defenestrato meno di due anni fa dai suoi (per l’ennesima volta nrd).&lt;br /&gt;
Il giorno dopo, il nuovo diventa D’Alema, che propone un’accozzaglia ingestibile per vincere le elezioni.&lt;br /&gt;
In mezzo, c’è lo zampino di Bassolino nelle primarie del PD a Napoli.&lt;br /&gt;
Intanto, il segretario è Bersani e l’ex segretario Fassino si propone come sindaco di Torino (passerà le primarie?) Tutti nomi dei quali parlava, ormai 3 anni fa, Andrea Romano sul suo libro “compagni di scuola”, sempre gli stessi da vent’anni.&lt;br /&gt;
Di fronte a questa desolazione, nella quale diventa geniale l’idea vecchia come il mondo di tassare chi ha più soldi (così facciamo un richiamo ad un altro matusalemme, Giuliano Amato), la magistratura si dimostra come l’unica istituzione a reggere le sorti del Paese, più del Presidente della Repubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Strizzando l’occhiolino ad uno schieramento, servendogli sul piatto d’argento l’avversario politico ma pronta a bacchettare chiunque, i suoi membri si presentano sempre pronti a offrire un dossier o un’inchiesta, subito “girata” al giornalista amico. Perché il processo si fa prima sulla carta stampata visti i tempi lunghi della nostra giustizia.. Eppoi, ci sta che tutto finisca in una bolla di sapone. Meglio prima lo sputtanamento mediatico, almeno quello lo porti di sicuro a casa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;
Non si tratta di servetti al soldo di uno degli schieramenti, ma battitori liberi che lavorano solo per sé stessi, per il proprio futuro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Sono andato un po’ fuori dal seminato, me ne rendo conto anch’io. Su molti punti ho esagerato. Anche tirando in ballo la categoria dei magistrati quando poi i nomi sono sempre gli stessi.&lt;br /&gt;
Ma, in certi momenti della nostra storia recente, sembra quasi che le mie esagerazioni abbiano assunto un filo di credibilità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:56:51 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Cosa accadrà?</title>
      <description>&lt;p&gt;Come finirà il 14 la battaglia che si sta combattendo al'interno della Camera dei Deputati?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al momento molti sono gil scenari che si prospettano davanti a noi. In tutti, importante sarà il ruolo del Capo dello Stato, che ha la prerogativa di sciogliere le Camere e nominare il Presidente del Consiglio. Molto dipenderà dal ruolo che vorrà ritagliarsi, se più da interprete di un Paese che ormai "de facto" è maggioritario con nomina diretta del Presedente del Consiglio da parte degli elettori, o invece, un ruolo più "politico" (alla Scalfaro per intendersi), con un Governo molto legato a lui sul modello del presidenzialismo francese.&lt;br /&gt;
Proviamo a pensare alle varie possibilità e a dire come speriamo vada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) Il governo non ha la fiducia. Si aprono 4 strade:&lt;br /&gt;
- Si va al voto. Questa strada viene presa in considerazione solo dal Cavaliere e dalla Lega, che crede di poter aumentare il suo bagaglio di voti. Non tutti nel PDL sono d'accordo, per un motivo"istituzionale", ossia che in questo momento un'altra campagna elettorale sarebbe deleteria per il Paese (,ma già adesso siamo in campagna elettorale...) secondo, più pratico, è legato al problema del mandato attuale: chiudendo la legislatura così presto, i nuovi eletti non potrebbero usufruire della pensione da parlamentare. Inoltre, per molti la rielezione non sarebbe poi così scontata. In questo caso, mi auguro che si faccia in tempo a rimettere la preferenza al nostro sistema elettorale unica stortura di un sistema che è il più adatto al nostro Paese.&lt;br /&gt;
- Si forma un governo con una nuova maggioranza. A comporlo, FLI, UDC, API, MPA e transfughi del PDL che, dopo aver votato (anche se senza esito positivo) la fiducia al governo hanno messo a posto le proprie coscienze. Tra questi, vi potrebbe essere anche qualche big. Un po' di parlamentari potrebbero arrivare anche dal PD, tra i cattolici stanchi di bersani e del suo progressivo appiattimento sulle posizioni di Vendola e Di Pietro. Presidente del Consiglio, Letta, Tremonti (e a questo punto anche la Lega potrebbe cambiare idea) Draghi. Difficile Montezemolo.&lt;br /&gt;
- Si forma un governo di larghe intese (o del Presidente): tutti dentro tranne il PDL (ossia, chi rimane fedele a Berlusconi) e (forse) la Lega. Il Governo viene affidato a Draghi che presenta un programma sulla falsariga della &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_dicembre_06/draghi-crescita-rigore_c82466ee-015d-11e0-96e9-00144f02aabc.shtml" target="_blank"&gt;sua intervista al Corriere.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Berlusconi si propone per un reincarico con maggioranza allargata ad API e UDC. Al momento è fantapolitica ma pur di non andare alle urne il fantomatico terzo polo potrebbe anche assecondare una soluzione così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2) Il Governo ottiene la fiducia (risicata o no potrebbe essere un dettaglio).&lt;br /&gt;
- Il Governo rimane invariato o cambia qualche ministro (es, Bondi). Alcuni di FLI tornano cospargendosi di cenere nel PDL. Qualche altro transfugo viene raccattato tra UDC, API e gruppo misto.&lt;br /&gt;
- Berlusconi BIS con maggioranza allargata all'UDC. Difficile.&lt;br /&gt;
- Ottenuta la fiducia, incassato quindi un successo su avversari e amici pronti ad accoltellarti, Berlusconi rimette il mandato al Presidente della Repubblica, indica un sostituto giovane e si gode lo spettacolo di parlamentari sull'orlo di una crisi isterica (i vari Bersani, ecc...). Maggioranza allargata a UDC e API con Fini all'opposizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho lavorato di fantasia? Chi lo può dire. Di sicuro, una delle previsioni l'avrò azzeccata...&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 07 Dec 2010 11:22:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Cocò all’Università di Napoli o la scuola della malavita</title>
      <description>&lt;p&gt;Quest'articolo è stato pubblicato su "La Voce" il 3 gennaio 1909: quando si "dice corsi e ricorsi"...&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Gli adolescenti che, dopo aver fatto il liceo in una città del Napoletano, lasciano la famiglia per andare ad addottorarsi all’Università di Napoli, sono forniti assai di rado di una perfetta e solida coscienza morale. Ma anche nei peggiori non mancano mai grandi capacità di bene.&lt;br /&gt;
E basta che un giovane meridionale abbia la fortuna di trovarsi sbalzato fra i diciotto e i ventidue anni in un centro di lavoro onesto, in una scuola universitaria seria e sana, perché in lui – fornito quasi sempre di un’intuizione rapidissima, di un forte amor proprio, di facile adattabilità all’ambiente – si determini subito una grande crisi di rinnovamento e di epurazione. E da queste crisi nascono prodotti talvolta mirabili per raffinatezza e per forza, ma non mai inferiori a quella che è la media intellettuale e morale dei giovani del Settentrione.&lt;br /&gt;
La più parte dei meridionali, invece va a finire a Napoli. E Napoli è la piaga del Mezzogiorno, come Roma è la piaga di tutta l’Italia.&lt;br /&gt;
Nelle città universitarie del Nord non mancano, certo, occasioni di sviarsi al giovane, sfuggito appena dalla costrizione della famiglia e della scuola secondaria, e avido di bere a grandi sorsi la coppa della libertà. Ma una grande ondata di lavoro affannoso travolge tutto, compensa ogni male, purifica tutto. E il giovane si sente come soggiogato da un comando universale, perenne, che lo spinge alla fatica e lo consiglia a farsi avanti, ad affermarsi conquistatore di quelle forze di vita che lo dominano e lo affascinano.&lt;br /&gt;
Napoli invece, vasto centro di consumi e di attività improduttive, in cui metà della popolazione campa borseggiando e truffando l’altra metà, sembra fatta a posta per incoraggiare alla poltroneria e per educare alla immoralità. Tutto è chiasso, tutto è dolce far niente, quando non è imbroglio e abilità. Dal lazzarone che si spidocchia al sole, all’alto magistrato, di cui tutti sottovoce dicono che vende le sentenze; dal questurino, che sfrutta le prostitute, al giornalista ricattatore che sfoggia sfacciato automobili e amanti; tutto sembra che consigli al giovane: “Arrangiati, che io m’arrangio: l’onestà e il lavoro sono buoni per gli sciocchi: godere è lo scopo della vita”. Nessuna voce grida alla sua coscienza inquieta e vacillante: “Su via figliolo: lavora per te e per gli altri: il lavoro è la gioia, il lavoro è la libertà”.&lt;br /&gt;
Dopo qualche mese di tirocinio in quell’ambiente pestifero e infetto, la giovane speranza della giovane delinquenza borghese meridionale ha scelta per sempre la sua strada. Non è più il ragazzone di facile contentatura, timido e impacciato di una volta. È diventato un elegantone: si pettina e si veste in modo da stare fra il cinedo e il guappo. Si è emancipato da ogni principio morale. Fa la corte alla figlia della padrona di casa. Abbraccia la serva in cucina e la portinaia per le scale. Molto spesso si busca la sifilide. Non c’è denaro che gli basti. E tempesta per averne la mamma e le sorelle di lettere menzognere e minacciose: – povere mamme, che si consumano nella lotta ineguale contro le ristrettezze del bilancio; povere sorelle, che sfioriscono nell’ombra nutrendosi di legumi e rattoppando i calzerotti per il fratello lontano!&lt;br /&gt;
Qualche volta Cocò si ricorda di essere anche studente universitario: quando c’è da fare una chiassata. Cocò è quasi sempre anticlericale: quando viveva Giovanni Bovio, non mancava mai d’andare ad ascoltarlo e di applaudirlo almeno una volta all’anno. Spesso Cocò è addirittura socialista rivoluzionario: è insuperabile nel rompere le vetrate, nel fracassare le panche, nel fare con la bocca e con la mano suoni non perfettamente musicali. Cocò può essere rivoluzionario tanto più agevolmente, in quanto è sicuro a priori dell’impunità qualunque birbonata faccia: i carabinieri, che moschettano per dei nonnulla i contadini affamati, non daranno mai noia al figlio di papà. E Cocò è sicuro a tutte le ore di trovare all’Università qualche migliaio di mascalzoni simili a lui, protetti dall’impunità come lui, pronti sempre a fare come lui i socialisti rivoluzionari. Oggi le panche saranno rotte per protestare contro il governo, domani per anticipare le vacanze, dopo le vacanze per ottenere una riduzione di tariffe sui trams e poi per conquistare gli esami di marzo, poi per solidarietà ai colleghi bocciati; e avanti, avanti, avanti, con la fiaccola in pugno e con la scure.&lt;br /&gt;
Di tanto in tanto lo spirito di Cocò è turbato dallo spettro degli esami. Ma solo alla morte non c’è rimedio! Una Università in cui 5000 alunni fanno ogni anno, nelle sole sessioni di estate e di autunno, senza contare quella abusiva di marzo, 17000 esami, non può cercare troppo il pelo nell’uovo in questo genere di operazioni. Eppoi parecchi professori ufficiali esercitano anche libere docenze; iscrivendosi al loro corso libero, l’elegantone laureato si garantisce abbastanza bene contro i rischi di quegli esami che dipendono da quei professori. Altri professori ufficiali sono investiti di incarichi in materie non obbligatorie, che apparirebbero inutili qualora non vi si iscrivesse un numero sufficiente di volonterosi. Cocò si iscrive anche a questi corsi, e si assicura altri esami. Parecchi professori ufficiali, specialmente delle facoltà di giurisprudenza e di medicina, sono avvocati, o esercitano la professione, o fanno gli affaristi: è facile, quindi, trovare il magistrato, il banchiere, l’elettore influente, il cliente danaroso, il socio d’affari, che con una raccomandazione metta a posto qualche altro esame. Poi ci sono i professori indulgenti per natura, o vecchi rimbecilliti, che non bocciano, mai, mai, mai.&lt;br /&gt;
Non manca a Cocò che incontrare uno dei trecentocinquanta liberi docenti, imbroglione e pasticcione, camorrista e intrigante, che sa aiutare nei momenti difficili i poveri giovani bisognosi di soccorso. Basta dare la firma ad uno di costoro, lasciandogli godere tutte le dodici lire e centesimi dell’indennità e non pretendendo il rimborso immediato di una parte delle dodici lire, come molti fanno, e la gratitudine e la protezione del libero docente è assicurata in tutti le commissioni d’esame di cui egli farà parte.&lt;br /&gt;
Ed ecco come l’Università di Napoli sforna ogni anno circa 600 fra medici e avvocati e una sessantina fra professori di lettere e di scienze, dei quali la più parte non è assolutamente capace di scrivere dieci righe senza almeno dieci errori di grammatica ed è intellettualmente abbruttita e moralmente disfatta. Questa vergogna non è peculiare dell’Università di Napoli. Tutte le università italiane sono più o meno ammalate: ed in fatto di corsi liberi, per es., gli abusi che si commettono dai professori universitari a Palermo, a Torino, a Padova, sono forse superiori a quelli di Napoli.&lt;br /&gt;
Ma è innegabile che nell’insieme l’Università di Napoli è quella che accentra in sé il minor bene e il maggior male; che mentre nelle altre università prevalgono fra i professori ufficiali in proporzioni più o meno forti gli scienziati sugli affaristi, nell’Università di Napoli prevalgono gli affaristi sugli scienziati.&lt;br /&gt;
Cocò, analfabeta e laureato, si avvede ben presto di essere inetto a vincere un concorso per la magistratura o per le prefetture o per i ministeri, se è avvocato; è sistematicamente bocciato nei concorsi per le scuole medie, se professore; non ha nessun titolo di capacità per ottenere una condotta fuori del paese natio, se è medico.&lt;br /&gt;
Se ne ritorna, dunque, sospirando alla casa paterna dove lo aspettano la mamma invecchiata e le sorelle avvizzite. E qui, impotente a vivere coi frutti della professione libera, privo com’è di una qualunque abilità tecnica, tenta di assicurarsi un reddito, anche minimo, con un impiego municipale. Dove il partito dominante è solido e potente, Cocò gli striscia umile ai piedi e gli chiede un tozzo di pane. Dove esiste un’opposizione abbastanza forte o la maggioranza non si affretta a riconoscere i meriti e i diritti del neolaureato, costui si mette all’opposizione e combatte la maggioranza nell’interesse della patria. E allora si vede Cocò, anticlericale fierissimo all’Università, iscriversi a una confraternita e tenere il baldacchino dietro al Vescovo nelle processioni; e l’ex-socialista rivoluzionario giocare la sera a terziglio col delegato, col maresciallo dei carabinieri, e chi applaudiva Giovanni Bovio falsifica le bollette del dazio consumo e ruba i denari della beneficenza.&lt;br /&gt;
L’azione politica degli spostati ha una grandissima importanza nella società moderna, perché costoro, non avendo nulla da fare, fanno per tutto il giorno della politica: sono giornalisti, libellisti, galoppini elettorali, conferenzieri, propagandisti. Fanno di tutto; e in grazia delle loro attività, si conquistano i primi posti nelle file dei partiti politici, diventano gli uomini di fiducia, i depositari dei segreti, i guardiani e i padroni delle posizioni strategiche. Per tal modo tutta la vita dei partiti si accentra in essi; e poiché le idee non girano per le strade sulle proprie gambe, ma si incarnano in uomini, si ha che le più belle idee, i più bei programmi di questo mondo, quando cadono nelle mani di quei miserabili, si riducono a pretesto per conquistare un impiego. E i partiti vanno in rovina; perché, conseguita la vittoria, la distribuzione degli impieghi è causa di ingiustizia contro gli impiegati antichi o di dissidi fra gli aspiranti, sempre più numerosi del bisogno; una prima ingiustizia indebolendo moralmente gli amministratori che l’hanno commessa, li dà mani e piedi legati in balìa degli elementi peggiori del partito, che minacciando scandali e pronunciamenti, ricattano senza posa e senza freno i loro padroni e li obbligano a nuove ingiustizie o a nuove immoralità; gli impiegati maltrattati si impoveriscono; gli aspiranti delusi o passano al partito avversario, o restano nel partito a crear nuove scissioni e sospetti e recriminazioni. E così i partiti, che avevano riportato strepitose vittorie e sembravano depositari della più scrupolosa giustizia e padroni dell’avvenire, in pochi mesi si disgregano e precipitano nel fango.&lt;br /&gt;
È questa una malattia di tutti i partiti, a qualunque gradazione politica appartengano, e di tutti i comuni italiani, qualunque sia la razza che li popoli. E girando per l’Italia e vivendo a lungo in Romagna, in Lombardia, in Toscana, ho acquistato sotto questo, come sotto molti altri rispetti, una discreta stima per l’Italia… meridionale: tutto il mondo è paese; e anche i nordici sono discretamente sudici.&lt;br /&gt;
Ma fra l’Italia settentrionale e l’Italia meridionale ci sono, a danno del Mezzogiorno, le seguenti differenze. 1. Nel Mezzogiorno le professioni libere offrono meno risorse che nel Settentrione, data la minore ricchezza del paese e i meno svilippati bisogni civili della popolazione; 2. nel Mezzogiorno i professionisti, e più specialmente gli avvocati, sono più assai numerosi che nel Nord, e quindi si riversa sugli impieghi comunali un maggior numero di spostati; e Cocò è costretto ad una concorrenza più feroce, e non ha modo di fare le cose per benino e di salvare le apparenze come fanno i suoi analoghi nell’Italia settentrionale; 3. nel Nord la classe dei professionisti affamati costituisce soltanto uno fra gli elementi della vita politica ed amministrativa e deve coordinare e subordinare la propria azione a quella di altre classi che hanno peso politico: borghesia industriale e commerciale, proletariato industriale, proletariato rurale, professionisti competenti e non affamati; nel Mezzogiorno la borghesia capitalistica è poco sviluppata, il proletariato rurale è escluso dal voto perché analfabeta, professionisti competenti e non affamati ce ne sono pochini assai.&lt;br /&gt;
E così gli spostati – il cosiddetto proletariato dell’intelligenza – formano la grande maggioranza della classe politicamente attiva, sono ovunque i padroni del campo, saccheggiano senza limiti e senza freno i bilanci comunali; si possono dare anche il lusso di dividersi in partiti, secondo che sperano l’impiego dal gruppo amministrativo dominante o dall’opposizione. E le spese di tutto questo lavoro le fanno sempre alla chiusura dei registri, i contadini.&lt;br /&gt;
E il deputato meridionale è, salvo rarissime eccezioni individuali, il rappresentante politico di una delle due camorre di professionisti affamati, che si contendono il potere amministrativo per mangiarsi i denari del municipio e delle istituzioni di beneficenza e per tosare i contadini. E l’ufficio del rappresentante politico consiste nell’impetrare l’acquiescienza della prefettura, della magistratura, della questura, alle cattive azioni dei suoi elettori e seguaci e di votare in compenso la fiducia al governo in tutte le votazioni per appello nominale.&lt;br /&gt;
Così la corruzione della borghesia meridionale arriva a Roma e da Roma impesta tutta l’Italia. Con questa differenza: che le province settentrionali presidiate da una borghesia non indegna della sua funzione politica e sociale, e forti di una vigorosa vita autonoma, reagiscono contro l’infezione della Città Eterna, e bene o male fanno la loro strada. Nel Mezzogiorno la corruzione propinata dal governo centrale si accumula a quella che pullula nella vita locale, e tutto il paese si sprofonda in una fetida palude di anarchia intellettuale e morale e di volgarità.&lt;br /&gt;
E in tutto questo processo patologico una parte grandissima di responsabilità tocca ai professori dell’Università di Napoli che sono venuti meno sì spesso al loro dovere di far servire l’Università a selezionare intellettualmente e moralmente senza debolezze e senza pietà la borghesia meridionale; e hanno lasciato che essa funzionasse come una scuola superiore di mala vita, e contribuiscono così poderosamente a rendere impossibile nelle classi dirigenti del Napoletano ogni iniziativa illuminata e benefica, a dissipare in essa ogni coscienza di dovere e di solidarietà sociale, a distruggere nel Mezzogiorno ogni capacità di vita locale energica e sana.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Gaetano Salvemini&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:54:24 GMT</pubDate>
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